LETTERA APERTA AL COSIGLIERE COMUNALE ALBERTO ZELGER

Risposta alla lettera del consigliere comunale Alberto Zelger della Lista Tosi nella quale esprime: «le mie perplessità sulla concessione di sale pubbliche prestigiose (una delle quali intitolata a Giovanni Paolo II) per iniziative di propaganda ideologica della cultura LGBT (lesbian, gay, bisexual, and trans gender), in netto contrasto con la Costituzione e con le nostre tradizioni culturali e religiose».
«Non voglio misconoscere la sofferenza di chi – per problemi psicologici (raramente biologici), spesso frutto di carenze educative – si trova nella situazione di dover essere aiutato per recuperare la sua identità maschile o femminile», scrive Zelger, «trovo altresì molto preoccupante che la Provincia di Verona conceda spazi e patrocinio a un'iniziativa, che pone sullo stesso piano l'amore naturale tra un uomo e una donna e le deviazioni psicologiche o sessuali, sempre alla ricerca di una patente di normalità, mentre invece sono soltanto bisognose di cure o di educazione».
Risposta
“Gentilissimo consigliere comunale Alberto Zelger
Non voglio misconoscere la sofferenza di chi – per problemi psicologici (raramente biologici),
spesso frutto di gravi carenze educative – si trova nella situazione di essere rappresentante di
una giunta leghista...
detto questo:
• Il seminario proposto «la diversità come valore», per il quale la provincia ha dato la sala,
era rivolto a chi opera in uffici pubblici o entra in contatto con i 5 ambiti delle
discriminazioni: orientamento sessuale, razza-etnia; disabilità, religione e opinioni
personali; età.
• Credo che neanche la Binetti potesse arrivare a pensare che quel seminario si potesse
occupare di riproporre il matrimonio gay a livello locale.
• Sulla costituzione non c'è e per fortuna non c'è mai stata traccia di norme contrarie alla
diffusione della cultura Glbt, né tantomeno di iniziative o seminari finalizzati al rispetto
verso le persone facenti parte del mondo Glbt.
• Deviazioni psicologiche o sessuali son quasi sicuramente più riscontrabili tra leghisti, gli ex-democristiani
e soprattutto il clero cattolico che non tra i gay.
• La nostra identità maschile ci dice che la sua identità femminile stia urlando da
parecchio tempo per buttare via il cilicio, uscire fuori in minigonna e calze a rete e battere
la statale, sempre alla ricerca di rumeni, ma non più con intenti discriminatori.
Ad ogni modo
Siamo contenti di annotare quanto siamo sempre nei vostri pensieri!
Felice di vedere quanto l'amministrazione sia maggiormente propensa al mantenimento delle
tradizioni culturali e religiose, ben incarnata nella devozione ai riti druidici celtici e nel consumo
di pane e salame, piuttosto che di occuparsi dei diritti delle persone.
Mi auguro che il comune voglia allontanarsi da tali dichiarazioni, evitando per il futuro di
concedere contributi e incarichi prestigiosi, come la vicepresidenze e incarichi relativi alle pari
opportunità, a evidentissimi casi di fan di Povia”.
I miei cortesi saluti
Lady Malizia

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